Testo
Addio alle cose vere
a quelle più sincere
Addio alle sigarette
a quelle senza il filtro
Addio alla famiglia
al senso patriarcale
Addio al semaforo
che รจ sempre rosso
Addio alla simpatia
addio alla bontà*
che vengono a intervalli
come la pubblicità
Addio alle canzoni
voce e chitarra
Addio alle canzoni di una volta
Addio ingenuità
addio felicità
Qui si gioca a pallone
ma non si fa mai gol
Addio ai pantaloni
coi risvoltoni
Addio all'artigianato
e al bottegaio
Addio alla compagnia
addio al ritrovo
Ognuno si fa i cazzi suoi
ma si sente fottuto**
Addio alle canzoni
voce e chitarra
Addio alle canzoni di una volta
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Esegesi
Da La prima gratta (2001).
Ci sono gli accordi.
* Grazie Fatur, sottile captatore di bontà!
** Grazie Enrico, m'era sfuggito!
Canzone sorprendentemente gucciniana, registrata col mangianastri e ciao. Inquietante la semantica del semaforo, più volte ricorrente nella poetica del ns. (cfr. Aspettando il verde e i semafori sadomaso di Io mi rompo i coglioni; ed è la stessa presenza/assenza di semaforo che va a condizionare l'esito dello scontro frontale in Quante menate che mi faccio. Come la mettiamo?).
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